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La Festa Sed – (Heb Sed)

La Festa Sed – (Heb Sed)

10/22/2017 Egittologia Storia 0

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La festa Sed (Heb Sed), chiamata poi per il dio Sciacallo “Sed”, è stata la celebrazione più importante della regalità nell’antico Egitto. La sua origine è radicata sin dall’epoca pre-dinastica (prima del 3150 a.C.) e durò fino al Periodo Tolemaico, celebrando la continuità della regalità del faraone. Il festival iniziava nel mese di Choiak, il quarto mese della stagione dell’inondazione. Alcuni re hanno costruito un intero tempio dedicato a questo scopo, mentre altri hanno ricostruito una sala per la festa su di un tempio già esistente.

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Il festival mirava a rinnovare il potere del re regnante che si era impoverito nel tempo, mettendo in pericolo la continua esistenza dello stato. Questo è stato una sostituzione del rituale più antico di uccidere il re che non era in grado di continuare efficacemente il suo regno a causa dell’invecchiamento. I riti rappresentavano una tomba simbolica del vecchio re e una coronazione ripetuta per continuare a regnare come un nuovo re. Le cerimonie rappresentavano anche una rievocazione dell’unificazione dell’Egitto da parte di Menes, fondatore della prima dinastia.

La prima festa veniva tradizionalmente celebrata nel trentennale del regno del re, dato che 30 anni era un numero rotondo che significa una generazione. Il festival successivamente veniva ripetuto ogni tre anni. Amenofi III (XVIII dinastia), che ha regnato 37 anni, ha celebrato tre festival di Sed, mentre Ramses II (XIX° dinastia), che ha regnato per 67 anni, ha celebrato 13 o 14 feste, in quanto spesso ha lasciato 2 invece di 3 anni tra i suoi Heb Sed. I faraoni che non hanno regnato così a lungo hanno dovuto soddisfare le promesse di “milioni di giubilei” nell’aldilà.

Tuttavia, molti re hanno festeggiato il loro primo Sed in una data molto più precoce. Hatshepsut (18 XVIII dinastia) effettuò il suo primo giubileo durante il suo 16° anno di regno, in quanto ha contato i suoi 4 anni di co-reggenza con Thutmose II (suo marito e il re precedente) e la co-reggenza di 7 anni con suo figlio Thutmose III. Ha così segnato i 30 anni contati dalla morte del padre Thutmose I, da cui ha derivato tutta la sua legittimità a governare l’Egitto. La festa è stata commemorata a Karnak, dove i blocchi della ricostruita Cappella Rossa la mostrano come re e correre con il toro Apis tra i segnapunti.

Amenofi IV (Akhenaton) ha dedicato il suo festival al dio solare Aton nel suo terzo anno regno. Dal momento che una festa del Sed-era un giubileo reale inteso a rafforzare i poteri divini e la guida religiosa del faraone, questo gli dava vantaggio contro i potenti sacerdoti di Amon-Ra. La sua precoce celebrazione coincise con la festa che il suo padre, Amenofi III avrebbe celebrato nel suo quarantesimo anno come re. C’è una possibilità che Akhenaton abbia celebrato un’altro Sed durante i suoi 17 anni di regno.

La cerimonia implicava certi rituali e offerte nei cicli di scene meglio conservati del Tempio del Sole di Re Niuserra (V dinastia) a Abu Ghurab (9 km a sud-ovest del Cairo, vicino a Abu-Seer). Il primo giorno, viene presentato a offrire offerte agli dei; poi è seduto e coronato su di una piattaforma sollevata, dotata di due troni che rappresentano l’Alto e il Basso Egitto. Ci sono immagini di divinità provinciali in una serie di santuari accanto al doppio trono, in particolare la dea cobra Wadjet della città di Buto nel Delta e la dea avvoltoio Nekhbet di el-Kab; simboli dell’Alto e del Basso Egitto. I sacerdoti portano le statue degli dei e presentano offerte, in segno di ringraziamento per la fedeltà passata o per assicurare buone relazioni in futuro.

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Il re era poi vestito con un Kilt (Gonnellino) corto con la coda di un toro sulla sua schiena, che probabilmente ha dato alla festa un nome meno formale: “La Festa della Coda”. Nello spazio aperto tra le due file dei santuari, il re esegue una corsa rituale accanto al Toro Apis quattro volte come sovrano del Basso’Egitto indossando la Corona Rossa e quattro volte come quello dell’Alto Egitto con in capo la Corona Bianca. Il percorso è delimitato da due punti che simboleggiano i confini dell’Egitto per rafforzare il suo dominio su tutto il regno, e allo stesso tempo lo dedica agli dei. In tal modo, ha dimostra di essere ancora fisicamente in grado di governare il paese, ed è quindi ringiovanito e rinato. Infine, viene portato in processione a visitare le cappelle degli dei. Va per primo come re del Basso Egitto dai “Grandi dell’Alto e del Basso Egitto” alla cappella di Horus, dove riceve lo scettro e il flagello. Poi, come re dell’Alto Egitto, è accompagnatoto alle due cappelle di Horus di Edfu e di Seth di Ombos, dove gli viene consegnato un arco e una freccia, con cui lancia una freccia in ognuna delle quattro direzioni.

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Alzare”Il Pilastro Djed” era una parte importante della cerimonia Heb Sed che iniziò durante l’inizio della dodicesima dinastia (o forse già alla VI), rappresentava il trionfo di Osiride su Set. Il pilastro si trovava su di un santuario e con l’aiuto dei sacerdoti il re sollevava una colonna di legno djed con le corde. Le offerte venivano presentate davanti al pilastro e al di sotto delle funi, e venivano eseguite rappresentazioni del mito di Osiride e Iside. Più tardi, alla cerimonia venne aggiunta una poesia che descrive la ricerca di Iside e Nefti di Osiride.

Questo rituale simboleggiava il mito di Osiride e Iside. Il mito racconta la storia di Set che uccise suo fratello Osiride, lo inserì in una bara che gettò nel Nilo. Hapi, il dio del Nilo trasportò la bara al mare, e toccò terra a Byblos in Siria. Le onde lanciarono la bara su di un albero a riva, che divenne il luogo di riposo per il corpo nascosto di Osiride. Il re Fenicio, incuriosito dalla rapida crescita dell’albero e inconsapevole del suo contenuto, ordinò che venisse tagliato e installato come pilastro nel suo palazzo. Iside, sua sorella Nephthis e lo sciacallo Anubi si misero alla ricerca della bara. Dopo un lungo girovagare, Iside raggiunse Byblos e andò a servizio nel palazzo del re. In cambio della sua cura del loro giovane principe, il re le regalò il pilastro. Iside estrasse la bara e consacrò il pilastro che divenne noto come il Pilastro di Djed.

Amenofi III modificò il rituale che si svolgeva sul grande lago artificiale costruito a Malkata, dove lui e le statue di diverse divinità navigavano per mezzo di chiatte a ricreare simbolicamente il viaggio del dio del sole attraverso l’inferno. Probabilmente questo era un rilancio di una tradizione più antica, visto che un rilievo calcareo mostra Senusert I (della XII dinastia) festeggiare la sua festa Sed mentre tiene un remo, con un’iscrizione che recita: “accellerando in barca con Min, il dio in mezzo la città”.

Si ritiene che il festival sia iniziato sin dall’inizio della storia registrata dell’Egitto durante l’epoca pre-dinastica. Il più antico esempio di questa festa di Sed si crede sia quello trovato sulla decorazione della testa della mazza rituale del re Narmer (prima dinastia), anche se è possibile che non rappresenti l’Heb Sed. Una piccola etichetta in ebano, attaccata ad un vaso dalla tomba del re Den (prima dinastia) ad Abydos, raffigura il re che corre intorno al percorso rituale e porta l’insegna Heb Sed. A sinistra della figura vi è una piattaforma sollevata su pochi gradini su cui si trova un doppio santuario. Il re è ancora una volta raffigurato nel santuario seduto su un trono e indossa la doppia corona dell’Alto e del basso Egitto.

Dalla IV dinastia in poi, ci sono numerose evidenze che il festival veniva celebrato in più periodi di tempo. Uno dei segni più notevoli dell’Heb Sed si trova presso il complesso Piramidale a Saqqara di Djoser (III dinastia), dove sono stati rinvenuti i resti della corte di Heb Sed, così come un’iscrizione su una falsa porta all’interno della piramide. Anche a Saqqara sono stati scoperti rilievi presso la tomba di Pepi I (VI dinastia) che motrano il re eseguire la corsa rituale. Alla piramide inclinata a Dahshour, Snefru (IV dinastia) è raffigurato su di una stele che indossa l’abito di Heb Sed. A Karnak ci sono anche alcune tracce di un piccolo tempio di Heb Sed di Amonofi II (XVIII dinastia) così come il “Tempio della Festa di Thutmose III”.

La celebrazione di Akhenaton si trova nella corte colonnata del Tempio di Aton a Karnak. Aton è mostrato partecipare direttamente a un festival di Sed proprio, contrariamente alla tradizione degli dèi che lasciano al re partcepiare alla festa Sed. Veniva celebrato anche dai dai successivi re Libici (XXII dinastia) come Shoshenq III, Shoshenq V, Osorkon I e Osorkon II. Il più tardo costruì un tempio massiccio per la dea Bastet a Bubastis, con un portone di granito rosso decorato con scene di questo giubileo che lo mostra seduto nel suo chiosco Heb Sed e indossando l’abito tipico per la cerimonia. I rilievi scolpiti del periodo greco a Kom Ombo mostrano anche Tolomeo VIII che riceve i simboli Heb Sed dal dio Horus.