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[:it]Una testa di Akhenaton dal Grande Tempio di Aton[:en]A head of Akhenaten from the Great Aten Temple[:]

[:it]Una testa di Akhenaton dal Grande Tempio di Aton[:en]A head of Akhenaten from the Great Aten Temple[:]

02/26/2018 Arte e Cultura Egittologia Storia 0

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Dal 2012 il Progetto Amarna ha riesaminato il sito del Grande Tempio di Aton ha disegnato i contorni dell’edificio principale con nuove pietre. Una notevole caratteristica del tempio è il modo in cui è stato circondato da vaste aree prive di altri edifici, a parte numerosi tavoli da offerte costruiti da blocchi di pietra o mattoni di fango. La maggior parte di questi era stata sepolta sotto uno strato di macerie quando, apparentemente durante o dopo il dodicesimo anno di regno di Akhenaton, il tempio fu ricostruito su una scala più ampia. Questo strato di macerie (le “macerie di livellamento”) sigillava un pavimento di fango che era stato deposto per la prima volta al momento della creazione del tempio e copriva l’enorme spazio circostante. Questo pavimento di fango contiene tracce di attività che, se possiamo capirle meglio, dovrebbero far luce sul tempio come un centro di culto che serviva i bisogni di una parte della popolazione della città, nonché i concetti di Akhenaton di come Aton dovrebbe essere correttamente adorato.

Nel corso dello scavo di una zona delle macerie – piazzola J26 nella grotta di scavo del Grande Tempio di Aton, unità di scavo (17404) – alla fine di settembre 2017 è stata trovata una piccola testa di Akhenaton. (Walid M. Omar era l’operaio che lo trovò, mentre lavorava sotto la supervisione dell’archeologa Anna Hodgkinson). Gli fu dato l’oggetto numero 41430. La data della scoperta era il 28 settembre.

Quando fu recuperata per la prima volta dal terreno, delle macchie di sabbia continuavano a incrostare la superficie. Un frammento spezzato di gesso (forse proveniente dalla sommità della corona) aderiva a uno dei cerotti sulla posizione dell’occhio destro. Con buona fortuna e generoso spirito di cooperazione, Hassan Ibrahim El-Amir, conservatore dell’Instituto francese e membro della missione franco-britannica ad Hatnub (che allora viveva nella spedizione di Amarna nel corso della stagione autunnale), ripulì la testa facendo riaffiorare la magnifica  testa.

Un’immagine 3D della testa, utilizzando le fotografie di Thomas Sagory, con la digitalizzazione 3D di Thomas Sagory e Benoit Touchard, è disponibile qui sotto:

 

 

Barry Kemp, Marsha Hill e Kristin Thompson

(con contenuti supplementari di Anna Hodgkinson e Miriam Bertram)[:en]

Since 2012 the Amarna Project has been re-examining the site of the Great Aten Temple as well as marking the outlines of the main building with new stonework. A notable feature of the temple is the way it was surrounded by extensive areas devoid of other buildings, apart from numerous offering-tables built from stone blocks or mud bricks. Most of these had been buried beneath a layer of rubble when, seemingly during or after Akhenaten’s regnal year 12, the temple was rebuilt on a larger scale. This layer of rubble (the ‘levelling rubble’) sealed a mud floor which had first been laid down at the time of the temple’s creation and covered the huge surrounding space. This mud floor carries traces of activities which, if we can understand them better, should shed light on the temple as a cult centre serving the needs of part of the city’s population as well as Akhenaten’s own concepts for how the Aten should be properly honoured.

In the course of excavating an area of the rubble — square J26 in the Great Aten Temple excavation grid, excavation unit (17404) — at the end of September 2017, a small head of Akhenaten was found within it. (Walid M. Omar was the workman who found it, whilst working under the supervision of archaeologist Anna Hodgkinson.) It was given the object number 41430. The date of discovery was September 28th.

When first recovered from the ground, patches of sand still encrusted the surface. A broken fragment of gypsum (perhaps from the damage to the top of the crown) adhered to one of the patches over the position of the right eye. By good fortune and generous spirit of cooperation, Hassan Ibrahim El-Amir, conservator of the Institut français and a member of the French-British mission to Hatnub (then living in the Amarna expedition house during the course of their autumn season), cleaned the surfaces shortly after discovery and consolidated them.

A 3D rotatable image of the head, using Thomas Sagory’s photographs, with 3D digitization by Thomas Sagory and Benoit Touchard, is available below and also at:

 

Barry Kemp, Marsha Hill and Kristin Thompson

(with context information supplied by Anna Hodgkinson and Miriam Bertram)[:]