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[:it]LA LETTERATURA APOCALITTICA[:en]LITERATURE APOCALYPTIC[:]

[:it]LA LETTERATURA APOCALITTICA[:en]LITERATURE APOCALYPTIC[:]

12/19/2016 Religione Spiritualità Storia 0

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Il Libro di Enoch è per certi aspetti, il più notevole lavoro apocalittico esistente al di fuori delle Scritture canoniche, non sarà qui inopportuno offrire alcune osservazioni sulla letteratura apocalittica in generale. Quello che si vuole, quindi, nello studiare le Apocalissi è, al di sopra tutto, la comprensione delle idee che le sotto intendono, e soprattutto la convinzione nella nuova Era. Coloro che credono che nel Cristianesimo ci sia una nuova era davvero, credo, le abbiano in simpatia…. Studiamo le Apocalissi per imparare come i nostri antenati spirituali speravano ancora che Dio avrebbe fatto il bene alla fine; e che noi, loro figli, siamo qui oggi per studiarle nella speranza che non era del tutto infondata.

In tutti i libri che appartengono a questa letteratura e che sono giunti fino a noi questa speranza si esprime più o meno vividamente; non lo sfondo scuro che vogliono con profezie di ira imminente. Ora, dal momento che, come abbiamo visto, la disperazione degli Apocalittici di qualsiasi miglioramento del mondo attuale, contempla la sua distruzione come preliminare del nuovo ordine di cose, guardano lontano da questo mondo nelle loro visioni del futuro; concepiscono altre forze mondane che entrano in gioco nella ricostituzione delle cose, e della società in generale; e dal momento che queste sono forze del mondo soprannaturale, ciò gioca un grande ruolo nella Letteratura Apocalittica. Questa colorazione soprannaturale spesso colpisce il lettore di questa letteratura come fantastica, e a volte bizzarra; ma questo non dovrebbe oscurare la realtà che spesso si cela dietro queste strane ombre.

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Le visioni mentali non sono sempre facilmente espresse con parole; il veggente che in una visione ha ricevuto un messaggio in qualche fantastica veste ha necessariamente impresso nella mente ciò che ha visto quando conferisce il suo messaggio; e quando descrive la visione del quadro che presenta è, nella natura del caso, più fantastico per l’orecchio di chi ascolta che per l’occhio di colui che lo vide. Si dovrebbe tenere conto di questo; soprattutto gli Occidentali che sono così carenti nella ricca fantasia dell’Orientale.Un’altra cosa a cui il lettore della letteratura Apocalittica deve essere preparato, è la frequente incoerenza di pensiero che vi si trova, insieme con la variabilità di insegnamento spesso cade in contraddizione. La ragione di ciò non è da ricercarsi semplicemente nel fatto che nelle Apocalissi c’è la mano di più autori di cui è frequentemente difficile distinguere, il che sarebbe facilmente motivo di divergenza di opinioni in uno stesso libro, la ragione principale è che, da un lato, le menti degli Apocalittici sono state saturate con i pensieri e le idee tradizionali del Vecchio Testamento, e dall’altro, erano avidi nell’assorbire le più recenti concezioni che lo spirito del tempo aveva posto in essere.

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Ancora una volta, per realizzare il significato che si trova in queste Apocalissi, uno deve fare i conti con un rigido senso di predestinazione che era una caratteristica degli Apocalittici nel suo complesso. Hanno cominciato con l’assoluta convinzione che tutto il corso del mondo, dall’inizio alla fine, sia per quanto riguarda i suoi cambiamenti fisici ed anche in tutto ciò che riguarda la storia delle nazioni, la loro crescita e il declino, e di ogni singolo individuo, sia in ogni aspetto predeterminato da Dio Onnipotente prima di ogni tempo. Questa convinzione Apocalittica è ben illustrata in una delle Apocalissi successive con queste parole:

“Egli ha pesato l’età nella bilancia,
E per numero egli ha numerato le stagioni;
Né si si muove né smuove le acque,
Fino alla misura sesignata sia soddisfatta. “
(Ii. (Iv.) Esdra IV2. 36, 37)

Ma tutte queste cose, secondo gli Apocalittici, erano sublimi segreti nascosti fin dal principio del mondo, ma rivelati ai timorati di Dio, gli uomini ai quali è stata accordata la facoltà di scrutare i segreti di Dio e della loro comprensione; su questi uomini fu posto il privilegio e il dovere di svelare i segreti divini agli altri, da qui il loro nome di Apocalittici o “rivelatori”. Fu perché gli Apocalittici credevano così fermamente in questo potere che possedevano di vedere le cose profonde di Dio che ha affermato di essere in grado di misurare il significato di ciò che era accaduto in passato e di ciò che stava accadendo nel presente; e sulla base di questa conoscenza credevano di avere anche il potere, datogli da Dio, di prevedere il corso degli eventi futuri; soprattutto, di sapere quando la fine del mondo arriverà, il compimento verso il quale tutta la storia del mondo tendeva fin dall’inizio.

Nel complesso, la Letteratura Apocalittica presenta un atteggiamento universalistico molto diverso da quella ristrettezza nazionalistica dei Farisei. E’ vero, gli Apocalittici non sono sempre coerenti in questo, ma normalmente abbracciano i Gentili (pagani) e gli uomini della propria nazione nello schema divino di salvezza; e, allo stesso modo, i malvagi che sono esclusi non si limitano ai Gentili, ma altrettanto con gli Ebrei che devono soffrire il tormento in seguito in base ai loro meriti. La Letteratura Apocalittica, a differenza del Movimento Apocalittico grazie al quale ha avuto origine, è nata intorno al 200-150 a.C., in ogni caso, il primo esempio esistente di questa letteratura sono le prime porzioni del Libro di Enoch. Il punto di vista generale Fariseo riguardo a questo può essere raccolto in Matt. iii. 7-10 che appartengono a questo periodo. Le opere di carattere Apocalittico, hanno continuato ad essere scritte per circa tre secoli; il secondo (quarto) Libro di Esdra, uno delle migliori Apocalissi, appartiene alla fine del primo secolo Cristiano. Ci sono Apocalissi posteriori, alcune di minore interesse sono di gran lunga più tarde; ma il vero periodo della Letteratura Apocalittica parte da circa il 200 a.C. al c. 100 d.C.; le sue origini risalgono, quindi, ad un’epoca precedente di quel grande punto di riferimento nella storia Ebraica, l’Era Maccabea.

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The Book of Enoch is in some ways, the most notable existing apocalyptic work outside of the canonical Scriptures, it will not be inappropriate here to offer some observations on apocalyptic literature in general. What you want, then, in studying the Apocalypse it is, above all, the understanding of the ideas in the mean, and above all the belief in the new Age. Those who believe that in Christianity there is a new era really, I think, to have a liking …. We study the Apocalypses to learn how our spiritual ancestors still hoped that God would do well in the end; and that we, their children, we are here today to study them in the hope that it was not entirely unfounded.

In all the books belonging to this literature and that they have come down to us this hope is expressed more or less vividly; not the dark background they want with prophecies of impending wrath. Now, since, as we have seen, the desperation of the Apocalyptic of any improvement in the current world, split up its destruction as a preliminary of the new order of things, look away from this world in their visions of the future; conceive other worldly forces that come into play in the reconstitution of things, and society in general; and since these are forces of the supernatural world, it plays a big role in the Apocalyptic Literature. This supernatural coloration often strikes the reader of this literature as fantastic, and sometimes bizarre; but this should not obscure the reality that often lies behind these strange shadows.

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The mental visions are often not easily expressed in words; the seer in a vision he received a message to some fantastic dresses necessarily engraved in mind what he saw when gives his message; and when describing the vision of the picture it presents is, in the nature of the case, more fantastic for the ear of the listener and for the eye of one who saw it. You should take this into account; especially Westerners who are so lacking in imagination rich dell’Orientale.Un’altra thing to the Apocalyptic literature reader must be prepared, is the frequent inconsistency of thought that is in it, along with the teaching variability often falls into contradiction . The reason for this does not lie simply in the fact that in the Apocalypse there is the hand of more than one author of which is frequently difficult to distinguish, which would easily reason of divergence of views in the same book, the main reason is that, by on the one hand, the minds of Apocalyptic were saturated with the thoughts and the traditional ideas of the Old Testament, and on the other, were avid to absorb the latest conceptions that the spirit of the time had come into being.

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Once again, to realize the meaning that lies in these apocalypses, one has to deal with a rigid sense of predestination that was a feature of the Apocalyptic as a whole. They started with the absolute conviction that the whole course of the world, from beginning to end, both as regards its physical changes and also in everything related to the history of nations, their growth and the decline, and of each individual, both in every aspect predetermined by God Almighty before all time. This belief Apocalyptic is well illustrated in a subsequent Apocalypse in these words:

“He weighed the age in the balance,
And the number he numbered the seasons;
Nor moves or makes waves,
To the extent designated is satisfied.
(Ii. (Iv.) Ezra IV2. 36, 37)

But all these things, according to the Apocalyptic, were sublime secrets hidden from the beginning of the world, but revealed to fear God, men who have been granted the right to scrutinize the secrets of God and of their understanding; of these men was placed the privilege and duty to reveal the divine secrets to others, hence their name Apocalyptic or “detectors”. It was because the Apocalyptists believed so firmly in this power that they possess to see the deep things of God who claimed to be able to measure the significance of what had happened in the past and what was happening in the present; and based on this knowledge believed to also have the power, given to him by God, to predict the course of future events; above all, to know when the end of the world comes, the fulfillment toward which the whole history of the world tended from the start.

Overall, the Apocalyptic Literature presents a universalistic attitude very different from that of the Pharisees nationalistic narrowness. It ‘s true, the Apocalyptists are not always consistent in this, but normally embrace the Gentiles (pagans) and men of their own nation in the divine scheme of salvation; and, likewise, the wicked who are excluded are not limited to the Gentiles, but just as with the Jews who have to suffer the agony later on the basis of their merits. Apocalyptic Literature, unlike the Apocalyptic Movement through which it originated, was founded around 200-150 BC, in any case, the first existing example of this literature are the first portions of the Book of Enoch. The general point of view Pharisee about this can be collected in Matt. iii. 7-10 that they belong to this period. The works of Apocalyptic character, continued to be written for almost three centuries; the second (fourth) Book of Ezra, one of the best Apocalypses, belongs to the late first Christian century. There are rear Apocalissi, some of lesser interest are by far the later; but the real period of Apocalyptic Literature of from about 200 BC to c. 100 d.C .; its origins go back, then, to an earlier era of that great landmark in Jewish history, was Maccabean.

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