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[:it]Le Radici Cristiane nel culto Alessandrino di Serapide[:en]CHRISTIAN ROOTS IN THE ALEXANDRIAN CULT OF SERAPIS [:]

[:it]Le Radici Cristiane nel culto Alessandrino di Serapide[:en]CHRISTIAN ROOTS IN THE ALEXANDRIAN CULT OF SERAPIS [:]

07/01/2016 Egittologia Religione Spiritualità Storia 0

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Serapis_Colosseum2

La base delle credenze Egizie sulla salvezza era la natura divina che gli Egiziani attribuivano al loro re, che era considerato il figlio di Ra, il dio cosmico. Questo particolare rapporto tra Dio e il re si manifestava nei tre eventi speciali della vita: la santa nascita del sovrano, l’unzione all’incoronamento, e la resurrezione dopo la morte. Gli Egizi credevano che, mentre l’elemento spirituale lasciava il corpo al momento della morte, questo sarebbe tornato in futuro, se il corpo rimaneva al sicuro e protetto, ed è per questo che gli Egiziani dedicavano tanta cura nella mummificazione e cercando tome sicure. Osiride era considerato un antico re, ucciso dal fratello Seth, che ha smembrato il suo corpo. Tuttavia, la moglie / sorella Iside, fu in grado di raccogliere le sue spoglie e, con un rituale magico, riassemblò di nuovo il suo corpo e lo restituì alla vita, non sulla terra, ma nel mondo sotterraneo, dove divenne il dio e giudice dei morti.

Dopo la soppressione della rivoluzione religiosa monoteista ad Amarna di Akhenaton e Tutankhamon nella metà del 14 ° secolo a.C., si sviluppò nuova teologia sviluppato nel culto di Osiride. Inizialmente, la promessa della vita eterna era limitata a re e i nobili che potevano permettersi il costoso rito della sepoltura. Dopo la morte di Tutankhamon, tuttavia, cominciò un lungo processo di cambiamento nella teologia di Osiride, che ha portato alla nascita del culto di Serapide, i cui seguaci potevano ottenere il diritto alla vita eterna, senza la necessità della mummificazione se credevano nella divinità e dopo un rituale di iniziazione.

tolomei I

E’ stato Tolomeo I (304-284 a.C.), che ha introdotto Serapide. Il toro Api era sacro a Menfi, dove il defunto Apis era conosciuto come Osiride-Apis, o “Oserapis”, da cui deriva il nome della sua nuova divinità, “Serapide”. Tolomeo costruì un tempio per Serapide ad Alessandria, dove fu installata una statua del dio: un uomo con i capelli ricci, con espressione benigna, e una lunga barba, nello stesso stile usato in seguito per le rappresentazioni di Cristo nelle chiese copte. Oltre il suo tempio ad Alessandria, Serapide aveva un altro centro a Menfi, dove, sulla necropoli di Saqqara, il Serapeo divenne uno dei siti più famosi del Paese.

Iside divenne la compagna di Serapide, che ereditò anche molti attributi di Osiride, tra cui la padronanza del mondo sotterraneo. I riti mistici di Iside, a cui le donne come gli uomini venivano ammessi dopo una cerimonia di iniziazione, si basavano principalmente sulla promessa esplicita di immortalità offerta agli aderenti al culto. Il toro Apis godeva della vita eterna, nel senso che rinacque appena morto. Quando morivano, i tori di Apis venivano sepolti nelle gallerie sotterranee del Serapeo, che è stato scoperto da Mariette, l’archeologo Francese, a metà del secolo scorso. Egli scoprì 24 sarcofagi di Apis di granito e basalto, il più pesante dei quali pesava quasi 70 tonnellate. Il Serapeo era gestito da monaci volontari e comprendeva una casa di cura in cui i malati arrivavano con la speranza di ricevere cure miracolose.

Iside

Il culto di Serapide ebbe un successo travolgente in tutta la Grecia e l’Asia Minore, in particolare a Roma, dove divenne la religione più popolare. C’era un tempio Serapide a Roma già nel 105 a.C. L’iniziazione nel culto Serapide includeva il rito del battesimo, e Sir Alan Gardiner, l’egittologo Britannico, sostenne nel Journal of Egyptian Archaeology nel 1950 che il battesimo Egiziano doveva essere visto come analogo al battesimo Cristiano, di cui ha commentato: “In entrambi i casi una pulizia simbolica per mezzo di acqua serviva come iniziazione alla vita religiosa propriamente legittimata “. I culti di Iside e Serapide non solo sopravvissero alla nascita del Cristianesimo, ma nel secondo secolo d.C. in realtà aumentarono in popolarità. Serapide e Cristo esistevano fianco a fianco e sono furono spesso visti come intercambiabili. Alcuni primi Cristiani non fecero alcuna alcuna distinzione tra Cristo e Serapide e spesso adoravano entrambi, mentre i dipinti di Iside con il figlio Horus furono identificati dai primi Cristiani, come i ritratti di Maria con suo figlio Gesù. Il rito del battesimo, è parte della cerimonia di iniziazione del culto Serapide, ed è stata adottata anche dalla Chiesa come parte della cerimonia di iniziazione.

Nel 134 d.C., dopo una visita ad Alessandria, l’imperatore Adriano scrisse una lettera al suo anziano cognato, Serviano, in cui commentava: “Quell’Egitto che tu lodavi, mio ​​carissimo Serviano! A me ha dato l’impressione di una terra di gente leggera, indecisa e pronta a mutar partito a ogni occasione. Laggiù gli adoratori di Serapide sono Cristiani, e quelli che si dicono vescovi di Cristo sono devoti di Serapide. Non c’è capo di sinagoga giudea, samaritano o sacerdote cristiano che non sia anche astrologo, aruspice o praticone. Lo stesso patriarca, testé arrivato in Egitto, per accontentare tutti è costretto ad adorare ora Serapide, ora Cristo.”

Ahmed Osman

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Serapis_Colosseum2

The basis of Egyptian salvation beliefs was the divine nature that Egyptians attributed to their king, who was looked upon as the human son of Ra, the cosmic god. This special relationship between god and the king was manifested in the three special events in the ruler’s life—his holy birth, his anointing at coronation, and his resurrection after death. It was an essence of Egyptian belief that, while the spiritual element left the body at death, it would return at some point in the future if the body could be kept safe and protected, which is why Egyptians devoted such care to mummification and secure tombs. Osiris was regarded as an ancient king, slain by his brother Seth, who dismembered his body. However, his wife/sister Isis was able to collect his remains and, using a magic ritual, assemble his body again and restore him to life, not on earth but in the underworld, where he became the god and judge of the dead.

Following the suppression of the Amarna monotheistic religious revolution—of Akhenaten and Tutankhamun in the mid 14th century BC—new theology developed within the cult of Osiris. Initially, the promise of eternal life was confined to kings and nobles who could afford the expensive burial rite. After the death of Tutankhamun, however, a long process of change in the Osiris theology began, which resulted in the emergence of the cult of Serapis, whose followers could obtain the right to eternal life without the need for mummification if they confessed in the deity and went through an initiation ritual.

tolomei I

It was Ptolemy I Soter (304-284 BC), who introduced Serapis. The Apis bull was sacred at Memphis, where the deceased APIs was known as Osiris-Apis, or “Oserapis,” from which he derived the name of his new deity, “Serapis.” Ptolemy built a temple for Serapis in Alexandria, where he placed a statue for the god: a man with curly hair, benign expression, and a long beard, in the same style used later for the representations of Christ in Coptic churches. Other than his temple at Alexandria, Serapis had another centre in Memphis, where, on the necropolis of Sakkara, the Serapeum became one of the most famous sites in the country.

Isis became the companion of Serapis, who also inherited many of the attributes of Osiris, including mastery over the underworld. The mystic rites of Isis, to which women as well as men were admitted after an initiation ceremony, was based mainly on the explicit promise of immortality that they offered to adherents. The APIs bull was believed to enjoy eternal life in the sense that he was reborn as soon as he died. When they died, APIs bulls were buried in the subterranean galleries of the Serapeum, which was discovered by Mariette, the French archaeologist, in the middle of last century. Found there were 24 granite and basalt APIs sarcophagi the heaviest of which weighed almost 70 tons. The Serapeum was served by voluntary monks and included a sanatorium where the sick came in the hope of receiving miraculous cures.

Iside

The cult of Serapis was to have sweeping success throughout Greece and Asia Minor, especially in Rome, where it became the most popular religion. There was a Serapis temple in Rome as early as 105 BC. Initiation into the Serapis cult included the rite of baptism, and Sir Alan Gardiner, the British Egyptologist, argued in the Journal of Egyptian Archaeology in 1950 that Egyptian baptism should be seen as analogous to Christian baptism, of which he commented: “In both cases a symbolic cleansing by means of water serves as initiation into a properly legitimated religious life.” The cults of Serapis and Isis did not merely survive the emergence of Christianity, but in the 2nd century AD actually increased in popularity. Serapis and Christ existed side-by-side and were frequently seen as interchangeable. Some early Christians made no distinction between Christ and Serapis and frequently worshipped both, while paintings of Isis with her son Horus became identified by early Christians as portraits of Mary with her son Jesus. The rite of baptism, part of the initiation ceremony of the Serapis cult, was also adopted by the Church as part of its initiation ceremony.

In AD 134, after a visit to Alexandria, the Emperor Hadrian wrote a letter to his elderly brother-in-law, Servianus, in which he commented: “So you praise Egypt, my very dear Servianus! I know the land from top to bottom . . . In it the worshippers of Serapis are Christians, and those who call themselves Bishops of Christ pay their vows to Serapis . . . Whenever the patriarch himself comes to Egypt he is made to worship Serapis by some and Christ by others.”

Ahmed Osman

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