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Il Papiro di Ani

Il Papiro di Ani

01/15/2015 Egittologia Spiritualità 0
 ani

Il Papiro di Ani è una delle versioni più complete del Libro dei Morti che abbiamo in possesso, da cui deve la sua fama. Fu composto durante la XIX dinastia , intorno al 1275 a.C., per Ani, scriba reale di Tebe, e sua moglie Tutu, sacerdotessa di Amon. Il papiro fu composto unendo sei sezioni diverse, di lunghezza variabile tra 150 e i 540 centimetri, fino ad ottenere un rotolo lungo 235 centimetri per un altezza media di 42. La sua realizzazione è stata il frutto di un lavoro di equipe a cui parteciparono i scriba più importanti e i migliori illustratori. Dentro il Papiro di Ani ci sono oltre 60 formule, molte delle quali con bellissime illustrazioni.

Il Papiro attualmente è custodito al British Museum. Contiene circa duecento formule dei primi Testi delle Piramidi e dei Testi dei Sarcofagi, apparentemente scritte da Thoth per conto di Osiride, che giudica i defunti e stabilisce la destinazione dell’anima del morto. Solo lui poteva dare la vita dopo la morte perchè lui stesso l’aveva ottenuta attraverso la resurrezione. Il libro è stato definito il “Vangelo di Osiride”, in quanto cerca di trasmettere gli insegnamenti esoterici che consentirebbero all’uomo di raggiungere la vita eterna dopo la morte. Questa può essere ottenuta solo se il defunto ha vissuto una vita pura e buona durante il suo periodo sulla terra.

Le anime giudicate buone, al momento della morte  raggiungono Osiride nei cieli per la vita eterna, mentre le altre vanno incontro alla distruzione. Lo scriba Ani, viene poi condotto nella sala del giudizio di fronte a 42 dei che gli chiedono una confessione negativa di 42 peccati terreni. Il defunto deve proclamare la sua innocenza rispetto ad ognuno dei suoi peccati. Quindi, procedendo, attraverso la sala del giudizio, Anubis, dio dei morti, pesa il cuore morto di Ani ponendolo su di un piatto della bilancia, mentre sull’altro piatto viene posta una piuma.  Lo scriba Thot registra il risultato.

Se il cuore pesa più della piuma, allora il defunto viene condannato a morte e il suo cuore viene divorato dal demone Ammut.  Quelli che hanno superato la prova, cioè coloro il cui cuore e più leggero della piuma, procedono mano nella mano con Horus per incontrare Osiride che concede la vita eterna. Ani supera la prova e viene condotto di  fronte ad Osiride. Durante i funerali, i vivi cantavano preghiere per conto dei defunti, con versioni tratte dal Libro dei Morti. I capitoli e i versetti venivano spesso sistemati con il defunto o dipinti nei sarcofagi o nelle urne, questo li avrebbe mandati da Osiride, Orione nel cielo per la resurrezione e la vita eterna.