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[:it]Il cemento di Imhotep[:en]Imhotep cement[:]

[:it]Il cemento di Imhotep[:en]Imhotep cement[:]

01/03/2015 Arte e Cultura Egittologia Storia 0

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Un ingegnere chimico Joseph Davidovitz indagando sui blocchi delle Piramidi di Giza,  notò la presenza di un capello e di una conchiglia fossile inseriti dentro una grande blocco di calcare. Questo poteva dimostrare che la pietra non era di origine naturale , ma poteva essere fatta da un particolare tipo di calcestruzzo. Di calcare intorno alle Piramidi ne esiste in grandi quantità , e si mise in ricerca , questa ricerca lo portò sull’Isola di Seel , nei pressi di Elefantina. Qui scoprì che nel 1889 era stata tradotta una stele che riguardava un sogno fatto dall’architetto Imhotep , nel sogno il dio Khnun gli aveva fornito le indicazione di come preparare questo cemento.

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Imhotep ha ideato e costruito la prima piramide della storia umana, la piramide a gradini di Saqqara, la prima manifestazione della conoscenza più elevata nell’Egitto antico. Egli faceva parte di un’organizzazione chiusa di sacerdoti chiamati scuola dei misteri “dell’occhio di Horus”, i custodi esclusivi della conoscenza nell’Egitto antico.

Imhotep. il cui nome significa “il saggio che viene in pace”, occupa un posto particolare nella storia. Era venerato in Egitto da tre millenni- cioè, da quando era in vita durante il regno del Re Djoser sino alle conquiste greche e romane in Egitto. Suo padre era l’architetto reale Kanofer, sua madre Khredonkh, una nobile ereditaria. Molto giovane, Imhotep ricevette il sacerdozio e cominciò a vivere nel tempio di Annu sulle rive del Nilo- un centro della scienza e della religione, con una grande biblioteva. Là imhotep apprese come leggere e scrivere nella lingua simbolica dei geroglifici.

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Imhotep lasciò dei piani di ideazione dei templi che venivano costruiti migliaia di anni dopo la sua morte, come indicato dagli ieroglifici di numerosi templi. Era geometra, dottore in medicina, inventore del Caduceo, l’attuale simbolo dei medici. La leggenda riporta che Imhotep divise i cieli in settori di 30°, conosciuti oggi come le zone dello zodiaco, per osservare i movimenti delle stelle e delle costellazioni.

Un sacerdote-scienziato come Imhotep, che riusciva a fare vasi di pietra, beneficio di uno statuto speciale, poiché la sua conoscenza gli permise di dare la forma alle pietre e la pietra per gli Egiziani era il simbolo dell’eternità. Dopo la sua morte, è stato divinizzato dagli Egiziani che lo hanno identificato con Thoth, la divinità dal volto di Ibis, dio della saggezza. Gli gnostici l’hanno chiamato Ermete Trismegisto, tre volte grande, fondatore e origine della loro sapienza esoterica.

Servivano 26 ingredienti , fango del Nilo, caolino, conchiglie fossili, sale marino, argilla, ed altri elementi. Questi elementi sono molto simili alle rocce di cui sono fatte le Piramidi. Davidovitz fece numerosi tentativi con questa formula ed infine, questo cemento ottenuto è utilizzato in edilizia con il nome di Geopolimero. Questo Geopolimero si solidifica naturalmente al sole, diventando una perfetta roccia calcarea di forma e misura desiderata. Con una simulazione fatta da finti operai egiziani si è simulata una colata di autentici blocchi di calcareo.

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Dimostrando che mescolando acqua, una percentuale di calcare disgregato, calce e carbonato di sodio miscelato con lunghi legni si può ottenere un blocco di calcare simile a quello delle grandi piramidi. Questo potrebbe spiegare come sono riusciti gli antichi egizi a costruire questi colossi fatti da milioni di pietre pesanti diverse tonnellate, riconoscendo agli egizi tecniche costruttive all’avanguardia e valide tutt’oggi.

La ricerca di Joseph Davidovits fu accanitamente combattuta da alcuni esperti (egittologi e geologi) che non esitarono a pubblicare gli attacchi abitualmente lanciati contro ogni nuova teoria. La teoria fu pubblicata negli USA nel 1898 sotto il titolo”The Pyramids: an enigma solved” [Le piramidi: un enigma risolto], Hippocrene Books, New York (4 edizioni), poi da Dorset, New York. Nel 1998, Joseph Davidovits riprese il suo lavoro di ricerca archeologica e presentò dei nuovi risultati editi ai Congressi Geopolimeri. (vedere i dettagli in Le Applications en archéologie aux Congrès). Ma pubblicò anche in Francia nuove edizioni di suoi libri dal 2003, vedere il sito di Joseph Davidovits.

La teoria tradizionale del taglio e del trasporto genera numerosi interrogativi che restano senza risposta. Gli esperti non possono che effettuare delle supposizioni. E gli egittologi ammettono che il problema non è stato risolto dal loro punto di vista.

Esistono numerose teorie sulla costruzione e si continua ad inventarne altre. Sono tutte basate sul taglio ed il trasporto della pietra naturale in blocchi e nessuna  risolve i problemi posti. Per contro, la teoria dell’agglomerazione attraverso stampi o compattamento apporta istantaneamente le soluzioni alla maggioranza dei problemi di logistica, così come per tanti altri.

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A chemical engineer, Joseph Davidovitz, investigating the blocks of the Giza Pyramids, noticed the presence of a hair and a fossil shell inserted into a large block of limestone. This could show that the stone was not of natural origin, but could be made from a particular type of concrete. Of limestone around the Pyramids it exists in large quantities, and began to search, this research took him to the Isle of Seel, near Elefantina. Here he discovered that in 1889 a stele had been translated that concerned a dream made by the architect Imhotep, in the dream the god Khnun had given him an indication of how to prepare this cement.

 

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Imhotep devised and built the first pyramid of human history, the stepped pyramid of Saqqara, the first manifestation of the highest knowledge in ancient Egypt. He was part of a closed organization of priests called the school of mysteries “of the eye of Horus”, the exclusive custodians of knowledge in ancient Egypt.

Imhotep. whose name means “the sage who comes in peace”, occupies a particular place in history. He had been revered in Egypt for three millennia – that is, since he was alive during the reign of King Djoser until the Greek and Roman conquests in Egypt. His father was the royal architect Kanofer, his mother Khredonkh, a hereditary nobleman. Very young, Imhotep received the priesthood and began to live in the temple of Annu on the banks of the Nile – a center of science and religion, with a great library. There imhotep learned how to read and write in the symbolic language of hieroglyphs.

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Imhotep left plans for the design of temples that were built thousands of years after his death, as indicated by the hieroglyphics of numerous temples. He was a surveyor, doctor of medicine, inventor of the Caduceus, the current symbol of doctors. The legend reports that Imhotep divided the skies into 30 ° sectors, known today as the zodiacal zones, to observe the movements of the stars and constellations.

A priest-scientist like Imhotep, who was able to make stone vessels, benefited from a special status, since his knowledge enabled him to shape the stones and the stone for the Egyptians was the symbol of eternity. After his death, he was deified by the Egyptians who identified him with Thoth, the deity with the face of Ibis, god of wisdom. The Gnostics called him Hermes Trismegistus, three times great, founder and origin of their esoteric wisdom.

26 ingredients were needed, Nile mud, kaolin, fossil shells, sea salt, clay, and other elements. These elements are very similar to the rocks of which the Pyramids are made. Davidovitz made numerous attempts with this formula and finally, this cement obtained is used in construction with the name of Geopolymer. This Geopolymer naturally solidifies in the sun, becoming a perfect limestone rock of desired shape and size. With a simulation made up of fake Egyptian workers, a flow of authentic calcareous blocks was simulated.

jdavidovitsDemonstrating that by mixing water, a percentage of disrupted limestone, lime and sodium carbonate mixed with long woods, a block of limestone similar to that of the great pyramids can be obtained. This could explain how the ancient Egyptians managed to build these colossus made of millions of heavy stones several tons, recognizing the construction techniques of the Egyptians and still valid today.

The research of Joseph Davidovits was fiercely fought by some experts (egyptologists and geologists) who did not hesitate to publish the attacks habitually launched against any new theory. The theory was published in the US in 1898 under the title “The Pyramids: an enigma solved” [The pyramids: a solved puzzle], Hippocrene Books, New York (4 editions), then from Dorset, New York. In 1998, Joseph Davidovits resumed his archaeological research work and presented new results published at the Geopolymer Congresses. But he also published new editions of his books in France since 2003, see the website of Joseph Davidovits.

The traditional theory of cutting and transport generates numerous questions that remain unanswered. Experts can only make assumptions. And Egyptologists admit that the problem was not solved from their point of view.

There are numerous theories about construction and we continue to invent others. They are all based on cutting and transporting natural stone in blocks and none solve the problems posed. On the other hand, the agglomeration theory through molds or compaction instantly brings solutions to the majority of logistics problems, as well as many others.

 

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