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LA CASA DELLA VITA EGIZIANA

LA CASA DELLA VITA EGIZIANA

05/24/2017 Egittologia Religione Storia 0

 

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pr-nq, Casa della Vita: un’istituzione poco nota nella cultura corrente di chi s’interessa dell’antico Egitto. Eppure, come vedremo, era una fondazione di estrema importanza per l’elaborazione delle varie sfaccettature della cultura religiosa e magica dell’Egitto.
Il Wb traduce il termine con “luogo d’insegnamento degli scribi” mentre il Meeks riporta “archivi; biblioteca; scriptorium”. Queste tre significati riassumono le funzioni principali dell’istituzione. Stando ai documenti esistenti, la Casa della Vita esiste già nell’Antico Regno nella VI dinastia e dura fino alla fine della civiltà faraonica. Le fonti a disposizione non sono molto loquaci su quanto si produceva in questo laboratorio e ciò è anche comprensibile data la sua natura.
Un documento molto interessante è il papiro Salt 825 (British Museum n°10051) il cui contenuto è dedicato in buona parte a miti eziologici e il resto a prescrizioni magiche. Un lungo passaggio del papiro ci informa sulla struttura ideale della Casa della Vita da realizzarsi in Abydos. Leggiamolo, anche perché quasi mai riportato là dove si parla dell’argomento:

ir pr-nh Riguardo alla Casa della Vita essa sarà in Abydos. Costruirla in 4 corpi: il corpo interno in canne palustri e coperto (da esse). Riguardo alle 4 case insieme al (segno del)la vita,e riguardo al Vivente, lui è Osiride. Riguardo alle 4 case (esse sono) Iside, Nephtis, Geb e Nut. Iside sarà a un lato, Nephtis saràall’altro, Horus sarà a un (lato) e Thoth all’altro: questi sono i 4 angoli. Gheb è il suo pavimento e Nut è il suo firmamento. Il grande dio è il Nascosto che riposa nel suo interno. I 4 corpi all’esterno sono in pietra con due cordicelle e la sua parte inferiore in sabbia. Il suo esterno ha separatamente 4 porte: una è meridionale, un’altra è settentrionale, un’altra è occidentale e un’altra è orientale. Essa deve essere molto nascosta e molto grande. Non deve essere conosciuta né deve essere guardata, a parte che guardi il sole il suo mistero. Le persone che accedono a essa devono essere personale di Ra e le persone che sono nel suo interno devono essere scribi della Casa della Vita. Il sacerdote fekty  è Shu; il macellaio è Horus che massacra i rivoltosi verso suo padre Osiride; lo scriba del Libro del dio è Thoth: è egli che compie i riti di glorificazione giornalmente non visto né udito. Sani di bocca e segreti di corpo e di bocche, loro si guarderanno dal tagliare e dal cancellare. Non potrà accedere un Asiatico a essa né potrà guardarla, altrimenti tu sarai veramente allontanato. Riguardo ai libri che sono in essa, sono la Potenza di Ra per fare vivere questo dio in essi e rovesciare i suoi nemici. Riguardo al personale della Casa della Vita che è nel suo interno, è (costituito da)i seguaci di Ra a protezione di suo figlio Osiride.

casadlla vitaUn’immagine originale mostra lo schema delle funzioni della Casa della Vita. Il disegno è eseguito secondo la rappresentazione tridimensionale degli antichi Egiziani, cioè con le proiezioni verticali ribaltate sul piano orizzontale.
Nello spazio centrale Osiride mummiforme con corona bianca e scettro uas nelle mani su 9 archi, simbolo dei popoli stranieri tradizionali nemici dell’Egitto. Intorno vi è una corte in cui superiormente sta Nut e inferiormente Gheb. Ai quattro angoli Horus, Thoth, Nephtis e Iside. Le quattro porte sono segnate dai segni dell’ovest, del nord, dell’est e del sud.
Da tutto ciò si deduce una precisione prescrittiva riguardante una situazione
magico religiosa molto delicata. La consacrazione delle varie parti dell’edificio, basata sull’assimilazione delle mura, del soffitto e del pavimento alle divinità del ciclo osiriano, mostra bene il carattere sacro dell’istituzione. Osiride è l’elemento centrale, il “vivente” e il suo essere figlio di Ra indica la sua “solarizzazione” e subordinazione a questo dio. La solarità della Casa della Vita è posta in evidenza dalla presenza del disco solare che illumina l’esecuzione dei riti, tranne la parte centrale coperta da frasche.
Il carattere di segretezza che avvolgeva l’istituzione è evidenziato, oltre che dal testo sopra riportato, ad esempio, da un altro passaggio dello stesso papiro che tratta di un libro da scriversi il XX giorno del primo mese dell’Inondazione:
la raccomandazione è che non deve essere divulgato. Chi lo rendeva pubblico correva il rischio di morire di morte improvvisa o di soffocamento. Lo stesso redattore doveva stare molto attento e il libro doveva essere letto solo da uno scriba il cui nome era nelle liste della Casa della Vita. Le attività della Casa della Vita erano varie. La teurgia riguardava i riti più segreti e raffinati che dovevano fare in modo che i processi del macrocosmo funzionassero senza intoppo ed estendessero la loro benefica influenza nella società.

La comunione del sovrano con le entità solari, quale intermediario con esse, formava oggetto di riti e appropriate cerimonie. La difesa del re dainemici segue la stessa tecnica usata nei confronti di Ra e del maligno Apep: nel “Libro per abbattere Apep” sono descritti per filo e per segno i modi di confezionare immagini del Maligno e le relative formule deprecatorie. Il personale della Casa della Vita praticava anche la magia naturale destinata ad assistere le persone nelle varie peripezie della vita. Si presume che anche la consacrazione di amuleti e di testi magici profilattici avvenisse in questo luogo. Nell’istituzione era praticata la magia funeraria, come risulta da una discreta quantità di documenti. Era un augurio e una possibile certezza che il nome del defunto fosse pronunciato dal personale della pr-anx, così come il cibo poteva concretizzarsi nella sua biblioteca e le offerte entrare in essere in essa. In modo particolare le offerte funerarie erano considerate di vitale importanza per il ka del defunto, e non di minore importanza la sopravvivenza del nome, “carta d’identità” della personalità dell’individuo.

Logicamente la Casa della Vita aveva una sua biblioteca e un personale di scribi che copiavano i sacri papiri, come il Libro dei Morti, per lo meno nelle epoche meno corrotte, oppure i testi medici nelle cui prescrizioni (quando
i limiti della medicina si esaurivano) si trovano formule magiche e appelli alle divinità.In conclusione, possiamo paragonare questa istituzione a un’”università” magico religiosa che è sopravvissuta in tutto l’arco della storia egiziana, poiché nerbo della cultura spirituale dell’antico Egitto.

Fonte: Heka- Magia nell’Antico Egitto – Pietro Testa – Harmakis Edizioni