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Amore e Psiche, un mito immortale

Amore e Psiche, un mito immortale

12/27/2014 Arte e Cultura 0

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La favola di Amore e Psiche scritta da Lucio Apuleio all’interno delle Metamorfosi, è una vera ed autentica fiaba, dove esistono atmosfere magiche e incantate come nella tradizione popolare. Un racconto da tutto il mondo conosciuto, di cui sono state date le più disparate interpretazioni, ma che affascina i lettori da quasi duemila anni. Del suo autore Apuleio, nato nel 125 d.C. nell’odierna Algeria, sappiamo che veniva da una famiglia molto ricca, si formò a Cartagine, studio filosofia ad Atene. Ritornato in Africa dove svolse attività di avvocato, conobbe Pudentilla, madre di un suo compagno di studi che sposò.

Fu accusato di magia e stregoneria dalla quale si difese con una famosa orazione dal nome Apologia o De magia. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cartagine morendo presumibilmente nel 170 d.C. La favola di Amore e Psiche è una novella compresa nell’opera maggiore di Apuleio, L’asino d’oro. Inserita nel fulcro del romanzo, la favole di Amore e Psiche ha avuto una fortuna particolare rispetto all’opera di cui appartiene. Nel VI secolo, Fulgenzio Planciade fornì una interpretazione mistico-allegorica, rappresentando nel mondo cristiano l’immortalità dell ‘anima e la rappresentazione dell’unione mistica di anima e divinità

Nel racconto di Apuleio, Psiche nasce da una famiglia reale ed è la più giovane di tre sorelle. La ragazza è straordinariamente bella, ma, nonostante questo nessuno la corteggia perché tutti sono intimoriti dalla sua bellezza addirittura soprannaturale. Però la gente ama Psiche e fa di tutto per compiacerla, a scapito della frequentazione dei templi e dei sacrifici agli Dei. Per questo motivo Venere gelosa di questo decide di vendicarsi chiedendo al figlio Amore (Eros), di colpire con le sue frecce d’oro la donna, facendola innamorare del più brutto e miserevole degli uomini. Amore cerca di compiere il suo compito, ma appena vista Psiche rimane folgorato dalla sua bellezza; gli cade l’arco e la freccia lo colpisce al piede, facendolo innamorare di Psiche.

I genitori di Psiche sono preoccupati del futuro della propria figlia dal fatto che nessuno la voglia prendere in sposa. Consultano un Oracolo il quale predice che Psiche presto diverrà sposa di un misteriosa persona temuta addirittura dagli Dei. Per far sì che la profezia si avveri, la donna deve essere vestita da sposa e abbandonata sulla cima di una montagna. Psiche viene abbandonata sulla montagna dove si addormenta. Amore con l’aiuto del vento Zèfiro, trasporta la donna in un letto di fiori in un luogo magico ed incantato. La donna si risveglia la mattina in un palazzo colmo di ogni ricchezza, una voce gli sussurra che tutto quello che vede è suo. La sera si corica in un letto d’oro. Amore nell’oscurità gli sussurra parole amorevoli seducendola. Così si innamorano, ma Amore fa promettere a Psiche di non cercare di vederlo, perché ciò provocherebbe una sciagura. I due amanti trascorsero dei giorni bellissimi. Psiche in attesa dell’ appuntamento amoroso comincia ad annoiarsi e quindi invita le sue due sorelle.

Le sorelle gelose di Psiche la convincono che il suo amante sia un mostro e per questo motivo non si voglia fare vedere. Psiche una notte accende il lume e guarda Amore al suo fianco vedendolo bellissimo. Presa da questa visione si punge con una freccia di Amore, è si innamora ancora di più. Non resistendo si slancia verso il suo amante facendo cadere da un lume una goccia di olio bollente, Amore si ustiona una spalla e si sveglia svanendo all’ istante. Psiche lo cerca dappertutto ma inutilmente. Presa dalla disperazione tenta il suicidio lanciandosi in un fiume; la corrente però la trasporta a riva salvandola.

Riuscendo a sapere che Venere è adirata con lei, perché ha ustionato Amore, e ha offerto sette baci a chi riesce a catturarla, sale all’Olimpo per chiedere il suo perdono, ma Venere la fa flagellare. Successivamente gli impone delle prove da superare impossibili, ma il fato aiuterà Psiche, con aiuti terreni e spirituali riesce a compiere anche l’impossibile. Come ultima prova, la più difficile: Psiche deve scendere all’inferno e riempire un’ampolla con la bellezza di Proserpina. Questa prova sarà superata ancora con aiuto soprannaturale. Ritornando da questa prova rompe l’ampolla che contiene il sonno eterno e si addormenta. Amore riesce a svegliarla. Psiche allo stremo delle forze , chiede a Zeus di permettergli di sposare Amore per aver superato tutte le prove positivamente.

Ma c’è un problema, lei è mortale mentre Amore essendo divino non può morire, Zeus però risolve questo ostacolo donando l’immortalità a Psiche. Cercando di dare una spiegazione al mito di questa favola, Psiche potrebbe rappresentare la Coscienza umana pronta ad incontrare la sua Dimensione spirituale. La Venere invidiosa può essere identificata nella Venere Afrodite (classificazione di Platone), figlia dell’amore volgare e dea della sessualità, costei porta gli attacchi a Psiche. Contro la gelosia deve lottare la Coscienza pronta ad incontrare Amore. Zefiro rappresenta il vento dell’ovest messaggero della Primavera. Zefiro soffio Psiche nel palazzo Amore, il luogo dove sarà messa alla prova nei valori a cui aspira.

Nel superamento delle prove la separazione delle granaglie rappresenta il distinguere, le formiche corse in aiuto sono le forze che vengono in soccorso quando si è scelta una chiara direzione. Arrivando allo stremo delle forze Psiche deve affrontare l’ultima prova, la discesa agli Inferi ricercando la bellezza, Psiche riuscirà in questa prova con l’aiuto di Amore, questo simboleggia l’unione del Cuore e della Mente: La mente nell’incontrare il potere, corre il rischio di farsi ingannare, deve avere il cuore come aiuto. Al superamento di questa prova si può accedere ai piani spirituali, sposando Amore. In sostanza il mito di Psiche (Anima), sta a rappresentare il cercare la strada per raggiungere l’unione con la nostra dimensione spirituale.

Leonardo Lovari