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[:it]Alessandro Magno, Faraone d’Egitto[:en]Alexander the Great, Pharaoh of Egypt[:]

[:it]Alessandro Magno, Faraone d’Egitto[:en]Alexander the Great, Pharaoh of Egypt[:]

02/13/2019 Arte e Cultura Egittologia Senza categoria Storia 0

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Alessandro entrò in Egitto nel 332 a.C. trionfalmente. Dopo aver conquistato Gaza, fu accolto a Menfi con un liberatore. Il fatto che non venisse considerato come un invasore straniero dimostra la stanchezza di un Egitto trasformato, che, dimenticandosi del suo passato glorioso e indipendente, cercava solo di sopravvivere come paese. A Menfi, capitale delle incoronazioni degli antichi re, Alessandro fu incoronato.  Il nuove re seppe rispondere con intelligenza riorganizzando il nuovo territorio conquistato. Creò un città che disponeva di un porto marittimo e che servisse come base di future transazioni commerciali con tutto il Mediterraneo. E così, nei pressi dell’isola di Faro, nella località di racotis, nel Delta occidentale, fondò la cittaà di Alessandria, che ben presto sarebbe diventata il centro di una nuova cultura: l’ellenismo.

Alessandro cercò di integrarsi nelle tradizioni egizie, visitò l’oasi di Siwa, sede dell’oracolo di Amon. Lì ricevette una risposta profetica. L’oracolo rivelò ad Alessandro che il re di tutti gli dei Amon-Zeus, assumendo le sembianze di suo padre, Filippo II, aveva depositato il seme divino in sua madre Olimpiade. Dall’unione era nato Alessandro, figlio legittimo delle tradizioni più antiche. In seguito, le corna dell’ariete di Amon saranno presenti nell’acconciatura di Alessandro sulle monete coniate per rappresentare il glorioso conquistatore.

Sorprende la ripercusione che la conquista di Alessandro ebbe nella storia egizia, se si considera che rimase in Egitto per un solo anno, poiché nel 331 a.C. le sue navi salparono dal Delta alla conquista delle ultime roccaforti orientali dell’Impero persiano. In suo ricordò furono rimodellati alcuni monumenti, come quello di Akmenu, tempio innalzato da Thutmosi III a Karnak, e il santuario del tempio di Luxor.

Nella sua marcia vesro al Persia, e quando si trovava già in Mesopatamia, le truppe di Alessandro sconfissero di nuovo Dario III nella battaglia di Gaugamela. Questa vittoria fu il preludio alla conquista di Babilonia e della antica capitale dell’Impeo persiano, Susa. Secondo la stele di Dario III, Alessandro prese e bruciò la città di Pesepoli, pur non catturandolo. Dario III finì per essere assasinato dal satrapo Beso che, dopo il regicidio, ne usurpò il tono, modificando il suo nome in Artaserse V. Ben poco durò il suo egno, poiché cadde pigioniero di Alessandro.

Andando sempre di più ad Oriente, Alessandro arrivò in India. La stanchezza aveva fatto breccia fra le sue truppe e suoi generali, che non condividevano in nuovi gusti orientali di Alessandro, lo sollecitarono a rientare e a consolidare i territoi già conquistati. A quel punto il sovrano si era sposato con una principessa della Battria, che si chiamava Rossane. Dalla loro unione nacque un figlio maschio che Alessandro non fece in tempo a conoscere, poiché l’imperatore morì a Babilonia, colpito dalla malaria, nell’anno 332 a.C., mentre era prossimo a compiere trentatre anni.

 

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Alexander entered Egypt in 332 a.C. triumphantly. After conquering Gaza, he was welcomed to Memphis with a liberator. The fact that it was not considered a foreign invader demonstrates the weariness of a transformed Egypt, which, forgetting its glorious and independent past, was only trying to survive as a country. In Memphis, the capital of the coronations of the ancient kings, Alexander was crowned. The new king knew how to respond intelligently by reorganizing the new territory conquered. He created a city that had a sea port and served as the basis for future commercial transactions with the whole of the Mediterranean. And so, near the island of Faro, in the locality of racotis, in the western Delta, he founded the city of Alexandria, which would soon become the center of a new culture: Hellenism.

Alexander tried to integrate himself into the Egyptian traditions, he visited the oasis of Siwa, home of the oracle of Amun. There he received a prophetic response. The oracle revealed to Alexander that the king of all the gods Amon-Zeus, assuming the form of his father, Philip II, had deposited the divine seed in his mother Olympiad. Alexander was born from the union, a legitimate son of the most ancient traditions. Subsequently, the horns of Amon’s ram will be present in Alexander’s hairstyle on coins minted to represent the glorious conqueror.

It is surprising the re-execution that the conquest of Alexander had in Egyptian history, considering that he remained in Egypt for only one year, since in 331 a.C. his ships sailed from the Delta to the conquest of the last eastern strongholds of the Persian Empire. In his memory, some monuments were remodeled, such as that of Akmenu, a temple built by Thutmosi III at Karnak, and the sanctuary of the temple of Luxor.

In his march vesro to Persia, and when he was already in Mesopatamia, Alexander’s troops defeated Darius III again in the battle of Gaugamela. This victory was the prelude to the conquest of Babylon and the ancient capital of the Persian Ampeo, Susa. According to the stele of Darius III, Alexander took and burned the city of Persepolis, though not capturing it. Dario III ended up being assasinato by the satrap Beso who, after the regicide, usurped the tone, modifying his name in Artaxerxes V. His ego lasted very little, since Alexander’s pigioner fell.

Going ever more to the East, Alexander arrived in India. Tiredness had broken through his troops and his generals, who did not share in Alexander’s new oriental tastes, urged him to re-enter and consolidate the conquered territories. At that point the sovereign had married a princess of the Battria, which was called Rossane. From their union born a son that Alexander did not have time to know, since the emperor died in Babylon, hit by malaria, in the year 332 BC, while he was about to make thirty-three years.[:]